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No all'uso obbligatorio del casco in bicicletta

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No casco obbligatorioFIAB Chiede che la norma venga ritirata e si appella al gruppo interparlamentare "AMICI DELLA BICICLETTA"

La FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus) si oppone energicamente all'emendamento approvato lo scorso 15 aprile in Commissione Lavori pubblici del Senato, che obbliga tutti coloro che vanno in bicicletta "di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme alla normativa tecnica europea in materia".

La FIAB, in linea con quanto deciso già dall'European Cyclists' Federation - l'organizzazione europea dei ciclisti che rappresenta 500 mila iscritti in tutta Europa - si era gia espressa in passato contro un'eventuale legge che avrebbe potuto obbligare chi va in bicicletta ad indossare il casco. "In genere siamo noi i primi a raccomandare vivamente l'uso del casco durante uscite e viaggi in bicicletta - dichiara il Presidente della FIAB Antonio Dalla Venezia - tuttavia renderlo obbligatorio per legge non solo è controproducente, perchè allontana le persone dal suo utilizzo, ma non salva nemmeno la vita ai ciclisti se si continuano a costruire strade per le auto e non anche per chi va a piedi e in bicicletta".

Il "pasticcio" è accaduto perchè la Senatrice veneziana Cecilia Donaggio (PD) ha di fatto modificato un emendamento presentato dal Sen. Giaretta, riguardante esclusivamento l'introduzione dell'utilizzo delle bretelline autoriflettenti, ed ha aggiunto anche l'obbligo generalizzato per i ciclisti di indossare un casco protettivo, senza consultarsi con lo stesso Giaretta, che conferma la sua contrarietà all'emendaento della parlamentare veneta e ha già fatto sapere che si adopererà per riportare il testo della norma alla proposta originale.

Il Responsabile FIAB per la sicurezza Edoardo Galatola, che sull'argomento ha pure interpellato il Gruppo interparlamentare "Amici della Bicicletta" affinchè intervenga per ridurre il danno, lamenta che mai la FIAB, pur riconosciita dal Ministero delle Infrastrutture come organismo di comprovata esperienza nel settore della sicurezza stradale, sia stata ascoltata nelle Commissioni parlamentari competenti.

Lo stesso Galatola precisa che: "Il casco obbligatorio per tutti, lungi da portare alcun miglioramento statistico negli infortuni gravi in tutti i paesi in cui è stata applicata (il casco protegge solo da cadute a bassa velocità non pericolose, ma non dagli investimenti) ha avuto il solo effetto di ridurre significativamente il numero dei ciclisti e infatti non è applicata in alcuno dei paesi con maggiore diffusione della bicicletta come mezzo di spostamento". La FIAB si rivolge al Gruppo interparlamentare "Amici della Bicicletta" per "confermare piena disponibilità a fornire un parere sui provvedimenti che ci vedono interessati".

Cosa succederà a chi utilizza il bike sharing, proprio ora che il Ministero dell'Ambiente sta disponendo finanziamenti statali per potenziare i servizi di bici pubbliche nelle città italiane attraverso la Giornata nazionale della Bicicletta che si celebrerà in tutta Italia il prossimo 9 maggio? Saranno noleggiati contestualmente pure i caschi protettivi omologati? Oppure gli interessati dovranno portarselo da casa? E i proprietari delle bici a pedalata assistita cosa dicono?

Su Internet i documenti FIAB ed ECF contro l'uso del casco per legge.

MonzaInBici è in linea con quanto affermato da FIAB. La nostra associazione ha sempre consigliato l'uso del casco, ma non ritiene utile l'obbligatorietà, che potrebbe causare un minor utilizzo della bicicletta. Per la sicurezza dei ciclisti servono più piste ciclabili e più moderazione del traffico, affiancate da una campagna di sensibilizzazione che favorisca questo modo di spostarsi.

Massimo Benetti - Monzainbici FIAB