15 marzo 2010
Care Socie, cari Soci,
non posso iniziare la mia relazione senza ricordare Francesco Radaelli che se ne è andato in silenzio, com’era il suo stile di vita, riservato ma molto generoso. Le perdite umane sono sempre dolorose ma questa volta con lui perdiamo anche la sua passione, che esprimeva attraverso il suo stile, tutto particolare, ma che era pieno di una carica rara.
Si tende forse, nel ricordare una persona cara che si è allontanata da noi per sempre, di esagerare nell’elencare le sue doti in vita. Non credo sia questo il suo caso, il suo cuore, grande, l’ha dedicato molto agli altri e poi ha deciso lui quando finire. Grazie Rada.
Al piccolo/grande Lorenzo auguriamo una semplice cosa : essere come suo papà.
Considererei il 2009 come un anno di transizione, dove ci si prepara a grandi novità, un rullio di tamburi per poi esplodere in direzione di situazioni a noi favorevoli. Forse è solo un mio sogno e nient’altro, ma soluzioni a favore della mobilità ciclistica si moltiplicano attorno a noi, molti hanno capito la sua importanza e credo, sarà inevitabile una ricaduta positiva anche sulla nostra sonnecchiante e indifferente città.
Ho sempre sostenuto che la buona volontà, che si traduce in stili di vita diversi, debba coinvolgere sia i cittadini che le amministrazioni comunali. Ci deve essere un punto d’incontro nel quale realizzare una sintesi e da li partire per progettazioni virtuose utili a tutta la comunità.Da parte dei cittadini ci sono segnali confortanti, evidenze matematiche (vedi censimento con numeri mai registrati) e sensazioni a pelle con strade e piazze percorse da tanti ciclisti anche nel periodo invernale, un vero inverno particolarmente freddo che non ha scoraggiato molti cittadini monzesi all’uso della bicicletta. In gennaio mi chiedevo quanti avrebbero dissotterrato la bici in primavera! Usare la bici tutto l’anno, questo è il messaggio che sta passando.
Ma siamo in attesa del nostro Comune e li si registra un silenzio imbarazzante. Vedremo il PGTU, ma già sappiamo che le nostre istanze sono state bocciate (unire tutte le piste ciclabili esistenti). Una serie di altre proposte sono state depositate negli uffici comunali ma senza una risposta pratica.
Se passi verranno praticati solo dai cittadini, alla fine l’amministrazione comunale non potrà più ignorare gli impulsi positivi che chiedono maggiore mobilità ciclistica e sarà così costretta, se non di sua spontanea volontà, a prendere provvedimenti in tal senso.Dopo Radaelli, che gestiva il sito, abbiamo cercato soluzioni alternative. Dopo una prima fase di attivazione di un blog, siamo passati in una seconda fase di completa ristrutturazione del sito e formato un gruppo che se ne occupa. Al più presto questa nuova versione sarà implementata.
E siamo giunti, alla fine, alla necessità di trasferirci in altra sede. Confermato lo “sfratto” dai padri barnabiti abbiamo finalmente focalizzato la nostra scelta, obbligata, vista la mancanza di alternative valide, ma comunque molto valida. Ne parlo più avanti.
Bimbimbici, la nostra iniziativa nazionale, così proiettata verso il futuro, dal momento che è completamente dedicata ai bambini, ha avuto una discreta partecipazione e una sede diversa rispetto agli anni precedenti. Una sorpresa non gradita è stata quella di trovare mezzi motorizzati all’interno del Parco per la presenza del superbike nell’autodromo, che ha messo in pericolo i bambini che pensavano di essere ormai al sicuro nel suo interno. Comunque tutto si è svolto senza incidenti con la festa finale e merenda bio per tutti.
Una nota positiva è sul fronte dei soci che per l’ennesima volta registrano un incremento del 10% circa, passando da 320 a 360 soci. Siamo l’8° associazione sul territorio nazionale.
Ora qui possiamo fare tutte le analisi che vogliamo ma questo continuo e costante incremento vuol dire una sola cosa: un’associazione in salute. E in salute significa proporre bene, soddisfare le esigenze dei cittadini e catturare la loro fiducia. Avere molta condivisione è come avere un bellissimo biglietto da visita per chiunque si confronti con noi. Monzainbici ha sempre avuto le porte aperte sia a chi con noi vuole collaborare, sia per chi semplicemente vuole regalarci stima e affetto.
Il censimento delle bici, realizzato per la seconda volta con i ragazzi dell’Istituto IPSIA ha avuto un risultato straordinario come accennato più sopra, oltre alla sensazione della presenza di molti cittadini in bicicletta, abbiamo la conferma, suffragata dai dati reali, che sempre più cittadini preferiscono la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. E questa volta il conteggio ha raggiunto 10120 passaggi con un incremento del 19% rispetto all’ultimo censimento. Se pensiamo che il primo di questi conteggi nel 2004 aveva registrato 3500 passaggi ci possiamo rendere conto dei cambiamenti sensibili avvenuti in città, in fatto di uso di mezzi alternativi all’auto. Certo tutto questo non basta, la nuova sensibilità se ha portato al 10% gli spostamenti in bicicletta, non è ancora ai livelli di altre città che sono a quote del 20-30% e più di spostamenti con questo mezzo. Per questo è necessaria una politica moderna e lungimirante dell’amministrazione che assecondi le nuove esigenze di Monza, ancor più urgenti se pensiamo che ogni anno e da molti anni, soffriamo di livelli di inquinamento che non sono secondi neppure a Milano, città particolarmente inquinata.
Qualcosa si sta muovendo sul fronte del bike sharing. Annunci, promesse, nella speranza che tutto non si fermi, come spesso accade, a questi livelli proviamo a crederci e a sostenere questa idea.
Arteinbici è come sempre molto gettonata, un successo dietro l’altro che ci sprona a continuare nella nostra proposta : la conoscenza della storia di Monza in bicicletta, questa la formula giusta, con una guida d’eccezione tanto preziosa quanto preparatissima.
Il nutritissimo programma 2009 ha avuto molte conferme come le gite del fine settimana in Valsugana su una bellissima ciclabile e a San Colombano con visita ad una cantina e all’osservatorio astronomico di Lodi. Promossa la “Cioccobici” che propone una “dolce” visita alle ville brianzole. Serate con proiezione di viaggi in bici e presentazione di libri sempre inerenti il tema del turismo sostenibile. Ricordo anche le nutrite serate per imparare a riparare le nostre bici senza ricorrere sempre al meccanico ciclista.
Molto simpatica la visita all’azienda agricola biologica nel Parco di Monza dedicata ai bambini che volevano capire dove si “raccoglie” il latte. Osservazione della mungitura con relative gare tra mucche.
Una novità l’escursione a Milano per osservare i ferri battuti dei portoni e balconi della metropoli. Con l’occasione abbiamo sperimentato il trasporto bici sulla metropolitana.
E tanti altri appuntamenti che non sto ad elencare ma che potete vedere sempre sul nostro sito.
Ai nostri soci viene inviata periodicamente una news letter con notizie utili alla comprensione del fenomeno bicicletta, uno strumento di contatto con l’associazione e il mondo che la circonda.
Dopo le polemiche sul pacchetto sicurezza che ha coinvolto anche noi ciclisti con l’anacronistica penalizzazione a mezzo sottrazione di punti patente per le infrazioni al codice della strada, abbiamo deciso di rivoltare la frittata.
Per bilanciare questa specie di punizione, giusta se fatta nelle giuste proporzioni, abbiamo voluto, nell’ambito di Lombardiainbici, premiare i cittadini ciclisti, come per l’anno passato, che hanno scelto questo mezzo di locomozione. Siamo convinti che chi sceglie di spostarsi in bici, in queste città con poche infrastrutture a loro dedicate, meriti un premio migliore che la sottrazione di punti patente. Un po’ per il coraggio di sfidare il traffico poco propenso ad accettarli e a condividere con loro lo spazio a disposizione, un po’ perché il loro contributo all’abbassamento degli inquinanti nell’aria, non è solo un esempio educativo importante, ma un contributo reale, pratico a contrastarlo efficacemente. La distribuzione ai ciclisti diretti alla stazione ferroviaria, di un buono per consumare un cappuccino è stato il nostro premio simbolico ma carico di gratitudine che speriamo, abbia dato più coraggio agli amici fermati nei pressi della stazione.
Moderazione del traffico significa integrazione dei mezzi di trasporto, ancora più importante delle piste ciclabili. Un modo moderno di pensare le città dove le velocità di percorrenza sono ridotte, in sintonia con la conseguente sicurezza di tutti gli utilizzatori degli spazi cittadini. Anche tutto questo stenta a decollare, i cambiamenti comportano sempre sforzi iniziali per realizzarsi e non sempre si ha la voglia di affrontarli e ci si adagia su soluzioni conosciute ma vecchie che non risolvono i problemi del traffico (vedi nuove strade, nuovi parcheggi per auto ecc.)
Quindi, se non dimentico niente, un 2009 vario e spumeggiante, ricco di iniziative che speriamo abbiano colpito nel profondo cittadini e amministratori e aumentato la loro sensibilità verso soluzioni non più procrastinabili nel tempo.
E veniamo al 2010. Un bel programma con iniziative meditate e pensate per migliorare queste uscite in bicicletta, escursioni sostenibili, vacanze alternative e come sempre serate a tema, proposte agli enti pubblici, interventi sui media locali e nazionali, partecipazione agli eventi FIAB, formazione dei dirigenti dell’associazione.
Il programma 2010 come al solito lo trovate sul nostro sito www.monzainbici.it
Un carnet ancora una volta che non trascura niente e tutto finalizzato a mettere su un piano privilegiato la bicicletta, strumento semplice e versatile che dovrà avere un futuro nel quale sarà privilegiata la sua presenza, non invadente, discreta ma incisiva e determinante.
Questa volta chiederemo a lei, la strada giusta da percorrere, non più Cenerentola, ma al centro delle nostre attenzioni, in cima alle nostre priorità.
Come accennato avremo una nuova sede con le stesse caratteristiche attuali, condivisa con
C’è persino un cortile che, nella bella stagione, potrà essere utilizzato per eventi all’aperto presso la nostra sede.
Come forse saprete, questa volta non mi candiderò alla presidenza di questa associazione. Dopo tanti anni credo sia giusto offrire alternative e il ricambio non potrà che essere salutare. Chi mi sostituirà troverà, lo dico con un pizzico di orgoglio, un’associazione in salute, vivace e riconosciuta come seria, ma principalmente affidabile, credibile e ricca di esperienza. Apartitica, anche se qualcuno si ostina ancora a pensarla diversamente, l’esperienza di questi anni ha dimostrato tutt’altro. Monzainbici parla di mobilità ciclistica e fa politica ciclistica non partitica, nessuno può dimostrare il contrario.
Quello che ho cercato di realizzare fin dall’inizio e che ho sempre avuto davanti al naso per tutto questo tempo è stata una svolta, che da associazione prettamente ciclistica, migliorasse la propria sensibilità verso l’ambiente, inteso come il nostro pianeta e quindi la nostra casa. Non a caso nel nostro logo compare sempre la scritta “associazione ciclo ambientalista” e FIAB “in bici per l’ambiente”. Il percorso FIAB mi ha facilitato il compito perché tutta la Federazione si è indirizzata in questo senso.
La bicicletta come strumento in difesa dell’ambiente. Uno strumento senza emissioni, silenzioso, veloce in città, economico e moderno.
Non era possibile distinguere tra queste due scelte unite dalle stesse finalità.
Un altro tentativo è stato quello di realizzare un gruppo il più democratico possibile, dove tutte le decisioni passassero dal Consiglio Direttivo, assemblea principe di tutte le decisioni, dare a tutti la parola per evitare votazioni per alzata di mano, se non prima di promuovere dibattiti nel tentativo di smussare angoli di incomprensione. Fare sempre chiarezza, molta sincerità e poi decidere, solo così gli insoddisfatti si sarebbero ridotti al minimo.
Infine l’organizzazione. Un gruppo ben organizzato lavora di più e meglio. In caso di assenze forzate continua il suo lavoro senza scossoni come avesse un pilota automatico.
Non sono riuscito ad ottenerlo nei termini che mi ero prefissato, ma posso ritenermi comunque soddisfatto del livello raggiunto che con qualche spinta qua e la fa funzionare la macchina in termini assolutamente accettabili.
Con poca modestia credo di aver creato un piccolo gioiello che diventerà sicuramente ancora più prezioso con il cambio in atto.
Il gioiello non è mio però, è stato creato con altre persone ancora qui presenti fin dall’inizio, e ha continuato, con la collaborazione di tante persone. Io non avrei potuto realizzare un bel niente senza l’entusiasmo di molti, la loro disponibilità e impegno di tutti questi anni e non posso fare altro che ringraziarli e trasferire a loro la mia immensa gratitudine, anche per avermi sopportato con vera signorilità.
Devo, devo ancora come tutti gli anni, sottolineare come il Consiglio Direttivo abbia lavorato sempre spontaneamente, non pagato da moneta, ma dalla semplice volontà ad essere utile per la comunità chiedendo semplicemente in cambio il concretizzarsi delle proposte utili a tutti. Molta parte di questo mondo gira alimentato solo dal desiderio di arricchirsi materialmente, noi lo spingiamo in senso inverso e chissà se un giorno l’avremo vinta.
Permettetemi una citazione, di Marc Augè dal suo libro “Il bello della bicicletta” : “la bicicletta diventa così un simbolo di un futuro ecologico per la città di domani e di un’utopia urbana in grado di riconciliare la società con se stessa”. Molte le potenzialità quindi, insite
E noi non siamo qui solo per pedalare. Dobbiamo puntare in alto, pensare a trasformare le nostre città in luoghi molto più belli e donare la nostra “goccia” per un mondo diverso, tutti insieme, per garantire a noi e alle generazioni future una casa sana e vivibile.
Esco, lasciando un piede, ma il prezzo è molto alto, ma necessario.
L’augurio a chi continuerà è sincero, la nostra società ha estremo bisogno di Monzainbici e di noi che la conduciamo, una candela che illumina ma che può diventare un faro che illumina ancora di più.
Massimo Benetti





